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Allergie


Copertina Cucina per gli allergici

Marina Braga -
In cucina con gli allergici al nichel - 2011
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ALLERGIA
Il termine “Allergia” fu introdotto in medicina nel 1906 dal pediatra viennese Clemens Von Pirquet per definire l’alterata reattività immunologica. L’allergia è una condizione per la quale alcuni individui reagiscono in modo esagerato al contatto con una o più sostanze che risultano invece del tutto innocue nella maggioranza dei soggetti. E’ molto frequente, inoltre, che un soggetto allergico a una o poche sostanze diventi, nel giro di qualche anno, ipersensibile a un numero assai maggiore di allergeni.

ATOPIA
Il termine “Atopia” fu coniato nel 1923 da Coca e Cooke e usata spesso come sinonimo di allergia. Significa invece la tendenza e predisposizione ereditaria a sviluppare ipersensibilità verso gli allergeni ambientali, innocui per la maggior parte delle persone.

ANTIGENE
Sostanza capace di suscitare una risposta immunologica e reagire specificatamente con gli anticorpi corrispondenti.

ALLERGENE
La sostanza a cui un individuo risulta allergico viene denominata allergene. I più comuni allergeni sono i pollini, gli acari, i peli e la forfora di animali, le muffe, alcuni alimenti e il veleno di insetti.

POLLINE
Il polline è l’elemento germinativo maschile che feconda l’ovulo femminile del fiore. Le dimensioni dei granuli pollinici variano da 5 a 200 micron. Il polline inalato, a contatto con le mucose, libera il suo contenuto antigenico che fuoriesce tramite alcuni pori situati sulla superficie del granulo.

MICOFITI
I micofiti, chiamati anche muffe o funghi, appartengono al regno dei Mycota. Hanno forme e dimensioni sia micro che macroscopiche. I miceti microscopici, le muffe, possono causare  rinocongiuntiviti ed asma. Gli allergeni sono contenuti nelle spore che, nel periodo di sporulazione, vengono liberate in grande quantità costituendo una importante fonte allergenica atmosferica (Cladosporium, Alternaria, Aspergillus) o domestica (Penicillium, Mucor, Candida).

ACARI
Microscopici artropodi, con dimensioni da 200 a 300 micron, della classe degli Aracnidi che vivono e proliferano nella polvere domestica e negli effetti letterecci. Trovano il loro habitat ideale soprattutto nelle abitazioni dei paesi evoluti per il particolare microclima (15°-30°C; 60-80% di umidità) e per l’abbondante fonte alimentare costituita da forfora, scaglie cutanee, micofiti, residui alimentari.

SINDROME ALLERGICA
La sindrome allergica può interessare principalmente le prime vie respiratorie (rinite allergica), gli occhi (congiuntivite), le vie bronchiali (asma), la pelle (dermatite). I pazienti risultano quindi infastiditi da sintomi oculari e nasali (per esempio naso chiuso, starnuti, lacrimazione, difficoltà a respirare), riferiscono difficoltà di concentrazione nell’attività lavorativa, scarsa attenzione nello studio, disturbi del sonno, mal di testa, malessere psicologico. Pur manifestandosi a qualsiasi età, le sindromi allergiche si sviluppano prevalentemente nell’infanzia e nell’adolescenza. A causa dell’elevato rischio di sviluppo di asma nei soggetti affetti da rinite allergica, nonché di altre complicanze, e dell’aumento dei costi sia economici che sociali dovuti alla coesistenza delle due manifestazioni, appare chiaro perché molte organizzazioni internazionali, tra cui soprattutto l’Organizzazione Mondiale della Sanità, si adoperino per individuare i fattori di rischio e per prevenire l’insorgenza delle complicanze della rinite allergica. La concomitante presenza di rinite allergica ed asma, oltre a peggiorare la qualità di vita del paziente allergico, aumenta considerevolmente, fino a quasi il 50%, i costi del trattamento rispetto ai pazienti che presentano solo asma.

SNAS

Il Nichel può dare origine a manifestazioni cutanee di tipo eczematoso quali la Dermatite Allergica da Contatto (DAC).
Recentemente si sono evidenziati quadri clinici con interessamento sistemico, quali orticaria, angioedema, eritemi, prurito sine materia, disturbi a carico dell'apparato gastroenterico, denominati Sindrome Sistemica da Allergia a Nichel (SNAS).
In alcuni casi la sensibilizzazione può essere generalizzata e apparentemente indipendente dal contatto diretto con il nichel, potendo manifestarsi in forma di orticaria, con chiazze rosse o rosate, o in forma di eczema. La sensibilizzazione al nichel può avvenire anche per contatti remoti e non sempre subito percepibili, tipo quelli riconducibili a protesi ortopediche, protesi dentarie o strumenti contraccettivi (spirale).
A Cipro nel 2004 in occasione dell’Allergy Vaccine International Meeting è stato definito per la prima volta il termine SNAS (Sindrome Sistemica da Allergia al Nichel), una malattia complessa che vede, oltre alle possibili reazioni cutanee, anche disturbi digestivi (nausea, bruciore di stomaco, coliche addominali) ed è legata essenzialmente all’introduzione del metallo attraverso i cibi. Essendo, infatti, il nichel presente nel suolo e nelle acque, sono soprattutto gli alimenti che in quei terreni crescono e si sviluppano a caricarsene per poi cederlo durante i processi digestivi.

RINITE ALLERGICA
Affezione caratterizzata dalla infiammazione della mucosa nasale, a insorgenza perenne o stagionale, che si presenta con starnutazione di tipo accessionale e si accompagna a congestione, rinorrea, prurito e ad occlusione nasale. La rinite allergica viene considerata una malattia di poca importanza tant’è che spesso il paziente è portato a sottovalutarne i disturbi, non riferendoli nemmeno al medico di medicina generale; ora se è vero che non si tratta di una grave malattia è però probabile che chi soffre di rinite allergica possa sviluppare nel tempo gravi forme asmatiche, le quali, se non debellate, possono condurre ad inabilità lavorativa permanente e predisporre anche a gravi problemi respiratori e cardiaci. I dati epidemiologici mostrano che la rinite allergica colpisce tra il 10 e il 30% della popolazione. Studi epidemiologici hanno dimostrato inoltre in maniera inequivocabile che la rinite è un importante fattore predisponente all’asma.

ASMA
Affezione caratterizzata da attacchi acuti di dispnea indotti da fattori diversi o da attività fisica, che si accompagnano a segni clinici di ostruzione bronchiale parzialmente o totalmente reversibili nell’intervallo tra i vari attacchi. Nei pazienti con asma di origine allergica i sintomi sono più seri e comprendono difficoltà di respirazione rilevante e tosse secca, insistente. La respirazione è affannosa e spesso si accompagna a sensazione di angoscia.

VACCINO ANTIALLERGICO
Il vaccino antiallergico consiste nella somministrazione di dosi gradualmente crescenti di allergene, fino ad una dose di mantenimento, che viene poi solitamente somministrata ad intervalli regolari nel tempo.
Lo scopo del vaccino antiallergico è quello di rendere meno reattivo il soggetto ai successivi contatti con l’allergene stesso, in modo da ridurre o eliminare la sintomatologia allergica.
Il vaccino antiallergico è prescritto dal medico, su ricetta medica o su apposito modulo che indichi i dati del paziente e l’allergene responsabile della vostra patologia. La richiesta va inviata a Lofarma che provvederà alla preparazione del vaccino e alla spedizione direttamente a vostro domicilio. Il vaccino antiallergico è il trattamento eziologico della malattia allergica. Esso, infatti, cura alla base la malattia e non si limita solo a ridurne i sintomi. Consiste nella somministrazione di estratti allergenici specifici a dosi scalari, progressivamente crescenti e la sua efficacia è stata documentata in numerosissimi studi clinici. All'interno della confezione del vaccino troverà anche un dettagliato foglio illustrativo e il modulo per poter richiedere la necessaria prosecuzione del trattamento. Il vaccino antiallergico, essendo "personalizzato", non si trova in farmacia. Come le indicherà il suo allergologo, il vaccino andrà iniziato, in linea generale, in fase di remissione della sintomatologia, proseguito nel corso dell'anno riducendo eventualmente le dosi, se pollini, durante la fioritura, e protratto per 3-5 anni consecutivi.
Per quanto riguarda la questione “sicurezza”, il vaccino antiallergico di oggi, soprattutto la nuova formulazione in compresse o gocce con allergoide monomerico, generalmente non provoca alcuna reazione allergica di rilievo. I rari effetti indesiderati sono sovrapponibili a quelli del placebo e inferiori a quelli provocati dall'allergene che si trova in natura.
Per quanto riguarda le controindicazioni, sarà il medico stesso a valutarle: ma, a scanso di inutili preoccupazioni, tenga comunque presente che il vaccino antiallergico è generalmente controindicato solo in caso di gravi malattie autoimmuni e gravi malattie a carico dell'apparato respiratorio. Come ben comprenderà, queste sono solo informazioni generiche. E’ opportuno, dunque, che Lei si rivolga con fiducia all’allergologo che, venendo a conoscenza del suo specifico stato di salute, istituirà il piano terapeutico più idoneo alla sua forma allergica e saprà rispondere in maniera adeguata a tutti i suoi quesiti in merito al suo stato di salute.
L’idea di “iposensibilizzare” risale agli inizi del secolo scorso, quando Noon e Freeman utilizzarono i primi vaccini per la “febbre da fieno”. Da allora si sono moltiplicati gli studi clinici e quelli sull’immunologia di base e sono stati pubblicati numerosi documenti ufficiali che hanno chiarito il ruolo del vaccino antiallergico.
Questo intenso lavoro di ricerca è culminato con la pubblicazione di un documento ufficiale, il Position Paper dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, che compendia le attuali conoscenze in materia di vaccinazione antiallergica. Questo documento valida l’ITS come strategia terapeutica fondamentale nell’allergia, ne sottolinea l’aspetto di modificatore della risposta immunologica e ne comprova gli effetti a lungo termine. Molti di questi concetti sono stati ribaditi recentemente in altri documenti come il Position Paper dell’European Academy of Allergology and Clinical Immunology e ancora dell’OMS.
L’immunoterapia allergene-specifica è un trattamento immunologico preventivo e curativo, in grado di modificare la risposta dell’organismo verso l’allergene in causa.
Il vaccino antiallergico quindi è in grado di modificare la storia naturale della malattia, evitando così lo sviluppo di asma bronchiale e di impedire lo sviluppo di ulteriori sensibilizzazioni.
I migliori risultati terapeutici si ottengono con un inizio precoce della terapia.
Il vaccino antiallergico deve essere preso in considerazione come terapia più efficace e più rapida, già all’inizio dello svilupparsi dei sintomi allergici, sia nasali che bronchiali: prima cioè che si instauri un’ostruzione stabile ed irreversibile delle vie aeree, che non sarà più possibile modificare.
Il principale obiettivo del vaccino antiallergico è quello di ridurre la risposta allo stimolo allergenico che causa i sintomi e, allo stesso tempo, di diminuire la risposta infiammatoria dell’organismo per prevenire l’instaurarsi di una malattia cronica. I benefici clinici persistono a lungo termine. L’Organizzazione Mondiale della Sanità sintetizza così tale concetto: “…il vaccino antiallergico  costituisce l’unica opzione terapeutica in grado di modificare la storia naturale della malattia allergica consentendo sia di prevenire l’insorgenza di nuove sensibilizzazioni allergiche sia di rallentare od arrestare la progressione della malattia”.

INDICAZIONI E CONTROINDICAZIONI DEL VACCINO ANTIALLERGICO
E’ bene che il vaccino antiallergico venga prescritto e gestito da un medico specialista, quando sia stato accertato che la malattia deriva da una sensibilizzazione IgE-mediata, dimostrata da test cutanei o dal dosaggio delle IgE specifiche.
Nel caso di  caso di allergia agli acari della polvere di casa è opportuno affiancare una bonifica ambientale.
Per quanto riguarda le controindicazioni, si tende precauzionalmente ad escludere i pazienti con malattie sistemiche gravi, come i tumori e malattie  autoimmuni o immunodeficienze.
Per quanto riguarda la gravidanza, è consigliabile iniziare il trattamento a conclusione della gravidanza. Generalmente non è necessario interrompere il  vaccino antiallergico quando questo sia già iniziato.

Bibliografia

  • WHO Position Paper - Allergen immunotherapy: Therapeutic vaccines for allergic disease. Allergy 52, 1998.
  • WHO ARIA (Allergic Rhinitis and its Impact on Asthma)Workshop. Journal of Allergy and Clinical Immunol 108 S5 Nov 2001.
  • The corrent status of allergen immunotherapy (hyposensitisation). Report of a WHO/IUIS working group. Allergy 1989; 14: 369-79.
  • Allergen immunotherapy. WHO POSITION PAPER. Bousquet J, Lockey RF, Malling HJ edts. Allergy 1998; 54 suppl 52.
  • Malling HJ, Abrewu Nogueira I, Alvarez-Cuesta F et al. EAACI/ESPACI Position Paper on local immunotherapy. Allergy 1998; 54: 833-44.
  • Allergic Rhinitis and its Impact on Asthma (ARIA). WHO Position paper.
  • Il Vaccino Antiallergico (l’immunoterapia allergene specifica) 2° aggiornamento. Centro Studi Assobiomedica, n.18 – settembre 2004.