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Acaro della polvere,un ospite indesiderato in casa?

Come rilevarlo facilmente e rapidamente

Gli acari della polvere sono una delle principali cause di allergia nell'uomo.
Nell'ambiente domestico trascorriamo gran parte del nostro tempo, una prolungata esposizione agli allergeni degli acari comporta un aumentato rischio che nella popolazione geneticamente predisposta si traduce nello sviluppo di una serie di sintomi caratteristici che vanno dalla rinocongiuntivite nelle forme più lievi, all'asma bronchiale nelle forme più gravi.

Tale sintomatologia, di tipo perenne, a differenza della allergia ai pollini che presenta un andamento stagionale, si manifesta comunemente durante la notte poichè gli acari trovano nell'ambiente domestico, ed in particolare proprio sotto le nostre coltri, condizioni ambientali (umidità e temperatura) ed alimentari (squame cutanee) molto favorevoli alla loro crescita, contribuendo così ad incidere negativamente sulla qualità della vita dei soggetti allergici agli stessi.

Gli acari appartengono alla famiglia degli Aracnidi (sono "parenti" dei ragni) e date le loro dimensioni (200-400 millesimi di millimetro) sono assolutamente invisibili ad occhio nudo. Una femmina ha una vita che va dai tre ai cinque mesi ed arriva a deporre fino a 100 uova. L'uomo produce e libera quotidianamente circa un grammo di desquamazioni cutanee e questo è sufficiente alla sopravvivenza di migliaia di acari. L'assunzione del cibo viene realizzata mediante l'impiego di un adeguato apparato boccale; il cibo attraversa poi l'esofago per arrivare all'intestino, fino alla sua parte distale dove vengono emessi gli escrementi sotto forma di "pallottole" fecali ove si concentra una delle componenti allergeniche più clinicamente rilevante.

Apparentemente non sembra essere noto il valore soglia per lo scatenamento dei sintomi nei pazienti già allergici. E' però intuitivo pensare che più bassi si mantengono i livelli di allergene nell'ambiente, minore sarà il rischio di sensibilizzazione o di scatenamento dei sintomi nei soggetti già sensibilizzati. I materassi, insieme a cuscini, divani, poltrone, tappeti, moquette, tendaggi, pupazzi di peluche, sono gli ambienti più comunemente frequentati dagli acari. In realtà certe abitudini della vita contemporanea (suppellettili imbottite e confortevoli, impianti di riscaldamento, finestre isolanti...) se da un lato contribuiscono a rendere più comodo l'ambiente domestico, dall'altro inconsapevolmente favoriscono l'instaurarsi di un microclima ideale per la sopravvivenza degli acari della polvere.

E’ utile sottolineare che oggi abbiamo a disposizione una serie di mezzi che ci consentono di rendere la vita difficile agli acari, senza necessariamente rinunciare alle nostre comode abitudini.

E' stato dimostrato in numerosi studi che l'impiego di coprimaterassi e copricuscini anti acaro in polipropilene o poliestere sia in grado di mettere una barriera tra uomo e acaro della polvere, riducendo significativamente la carica allergenica all'interno delle abitazioni.

Tra le nicchie da indagare, la polvere presente nella camera da letto è quella più sospettabile e quindi essa è di grande rilevanza nel determinare il potenziale livello di rischio.

Al fine di consentire l'attuazione di una più mirata ed efficace strategia di bonifica ambientale, sono stati sviluppati negli ultimi anni diversi metodi basati sull'analisi della polvere.

Tali metodi, opportunamente semplificati, si sono poi tradotti nella generazione di kit in versione "fai da te" che rendono oggi possibile a chiunque una valutazione del grado di inquinamento acaridico del proprio ambiente domestico.