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Allergia all'Artemisia

Pollinosi estiva e reazioni crociate

L'allergia all'Artemisia è una forma di pollinosi estiva meno frequente rispetto ad altre allergie ai pollini, ma clinicamente rilevante per due caratteristiche distintive: la frequente sovrapposizione con il polline di Ambrosia, che può prolungare e complicare la stagione allergica nei soggetti polisensibilizzati, e la frequente associazione con reazioni a spezie, verdure e alimenti aromatici.

Cos'è l'Artemisia e dove cresce

L'Artemisia (genere Artemisia, famiglia Asteraceae) è un'erba aromatica perenne, comunissima in tutta Italia, presente lungo strade, prati, corsi d'acqua e terreni incolti ricchi di azoto. La specie di maggiore rilevanza allergologica è Artemisia vulgaris (assenzio selvatico o artemisia comune), diffusa in pianura e nelle aree collinari di tutto il territorio nazionale.

La sua ampia distribuzione geografica e la capacità di crescere in ambienti antropizzati come   bordi stradali, terreni abbandonati e giardini, la rendono un allergene di esposizione molto comune durante i mesi estivi, anche per chi non frequenta ambienti naturali.

L'Artemisia appartiene alla stessa famiglia botanica dell'Ambrosia (Asteraceae): questa parentela, è alla base di una parziale cross-reattività pollinica tra i due allergeni, la quale richiede particolari accorgimenti per distinguerne la sensibilizzazione a livello diagnostico.
[Weber RW. Mugwort, A. vulgaris. Ann Allergy Asthma Immunol. 2006;97(2):A4.]

artemisia allergia

Stagione pollinica: quando compaiono i sintomi

L'allergia all'Artemisia è una pollinosi estiva: i sintomi compaiono durante i mesi più caldi, in un periodo che si sovrappone parzialmente con la stagione dell'Ambrosia, con cui condivide caratteristiche allergeniche e calendario pollinico.

  • Inizio della fioritura: luglio
  • Picco pollinico: agosto – settembre
  • Fine della stagione: ottobre nelle aree più calde

L'Artemisia produce grandi quantità di polline leggero, facilmente trasportato dal vento anche a distanze considerevoli. Le concentrazioni polliniche più elevate si registrano nelle giornate calde, secche e ventose, tipicamente nelle ore centrali della giornata.

Nei soggetti sensibilizzati sia all'Artemisia sia all'Ambrosia - condizione frequente sia per la sensibilizzazione genuina verso i due pollini che per i fenomeni di cross-reattività - la stagione allergica complessiva può estendersi da luglio a ottobre inoltrato, con un impatto cumulativo sulla qualità della vita particolarmente rilevante.

[Ariano R. & Bonifazi F. Aerobiologia ed allergeni stagionali.  Editore ECIG, 2006]

Frequenza della sensibilizzazione

La sensibilizzazione al polline di Artemisia è meno frequente rispetto ad altre pollinosi maggiori come quelle da graminacee e betulla: interessa generalmente meno del 10% dei soggetti con allergia ai pollini nelle popolazioni europee. Tuttavia, in alcune aree geografiche - in particolare nelle regioni del Nord Italia dove Artemisia e Ambrosia coesistono - la prevalenza può essere più elevata. [G D'Amato et al. Allergenic pollen and pollen allergy in Europe. Allergy. 2007 Sep;62(9):976-90]

La sensibilizzazione all'Artemisia è spesso associata a polisensibilizzazione, sia genuina che su base cross-reattiva, verso altri allergeni pollinici. Nei pazienti polisensibilizzati, la valutazione allergologica molecolare è particolarmente utile per definire quale sia la sensibilizzazione primaria e orientare le scelte terapeutiche.

artemisa sensibilizzazione

Gli allergeni molecolari dell'Artemisia

Il principale allergene di Artemisia vulgaris è Art v 1, una proteina presente in alte concentrazioni nel polline, responsabile della grande maggioranza delle reazioni allergiche alla pianta. È considerato il marker molecolare di riferimento per la sensibilizzazione primaria all'Artemisia. Altri allergeni, come Art v 3, Art v 4 ed Art v 6 sono responsabili di cross-reattività con l’Ambrosia. La presenza anche di alcuni ‘pan-allergeni’ giustifica reattività crociate con ulteriori pollini ed alimenti.

[N. Wopfner, G. et al. The Spectrum of Allergens in Ragweed and Mugwort Pollen. Int. Arch. Allergy Immunol. 138 (2005) 337–346.

artemisia allergeni molecolari

Sintomi dell'allergia all'Artemisia

I sintomi compaiono durante la stagione pollinica estiva e possono coinvolgere le vie aeree superiori, gli occhi e, nei soggetti predisposti, le vie aeree inferiori. L'intensità è correlata alla concentrazione pollinica ambientale e può variare significativamente da un giorno all'altro.

sintomi nasali

Sintomi nasali

  • Starnuti ripetuti
  • Prurito nasale
  • Rinorrea acquosa
  • Ostruzione nasale
sintomi oculari

Sintomi oculari

  • Arrossamento oculare
  • Prurito e bruciore agli occhi
  • Lacrimazione eccessiva
sintomi bronchiali

Sintomi bronchiali

  • Tosse secca
  • Respiro sibilante (wheezing)
  • Dispnea (fiato corto)
  • Senso di costrizione toracica

Nei pazienti con asma bronchiale preesistente, la stagione dell'Artemisia - soprattutto in caso di cosensibilizzazione all’Ambrosia - può rappresentare un periodo di maggiore rischio per la stabilità della malattia, richiedendo una gestione terapeutica attiva e pianificata.

Cross-reattività: Artemisia, Ambrosia e alimenti

La cross-reattività è uno degli aspetti più caratteristici e clinicamente rilevanti dell'allergia all'Artemisia. I fenomeni di reattività crociata coinvolgono sia altri pollini sia numerosi alimenti, con un profilo di rischio variabile in base agli allergeni molecolari coinvolti.

Cross-reattività con altri pollini

La cross-reattività bidirezionale più rilevante è quella con il polline di Ambrosia, appartenente alla stessa famiglia botanica (Asteraceae), dove giocano un ruolo significativo Art v 6 e Amb a 1, ma talvolta anche Art v1 e Amb a 4. I pazienti sensibilizzati all'Artemisia possono presentare sintomi anche in risposta all'esposizione al polline di Ambrosia, e viceversa. Il quadro diagnostico è spesso reso ancora più complesso dalle cross-reattività legate ai ‘pan-allergeni’ e dai determinanti carboidratici. Questa sovrapposizione può rendere difficile identificare clinicamente quale delle due piante sia la fonte primaria di sensibilizzazione senza ricorrere alla diagnostica molecolare.

[Asero et al. Concomitant sensitization to ragweed and mugwort pollen: who is who in clinical allergy? Ann Allergy Asthma Immunol. 2014 Sep;113(3):307-13.]

Cross-reattività con alimenti

Uno degli aspetti più distintivi dell'allergia all'Artemisia è la riscontrata associazione con reazioni ad alcuni alimenti. La particolare sindrome artemisia-sedano-spezie è caratterizzata da reazioni allergiche ad alcuni alimenti della famiglia delle Apiaceae, come sedano, carote, prezzemolo, finocchio, anice, coriandolo, aneto, cumino e altre spezie aromatiche, in soggetti sensibilizzati all'Artemisia.

Tradizionalmente attribuita a cross-reattività tra ‘pan-allergeni’ e proteine PR-10, con sintomi sfumati (come nel caso della sindrome orale allergica da betulla), più di recente si è valorizzato il ruolo di proteine più stabili al calore e alla digestione, responsabili di reazioni sistemiche e più gravi. Si tratta di molecole come Art v 3, Art v 1, Art v 60kDa e le rispettive omologhe LTP, defensine, ossidasi contenente FAD, presenti negli alimenti.

Questo significa che in alcuni soggetti le reazioni possono manifestarsi non solo con alimenti crudi, ma anche con alimenti cotti o trasformati, e possono coinvolgere non solo il cavo orale ma anche il tratto gastrointestinale o altri distretti.

[M. Egger, et al. Pollen-food syndromes associated with weed pollinosis: an update from the molecular point of view Allergy 61 (2006) 461–476.
Popescu FD. Cross-reactivity between aeroallergens and food allergens. World J Methodol. 2015;5(2):31-50.

Altri alimenti associati a cross-reattività

Sono inoltre riportate reazioni crociate con alimenti appartenenti alla famiglia delle Asteraceae (come camomilla e girasole), con la senape, la litchi, e talvolta il miele, anche se con minore frequenza e rilevanza clinica rispetto agli alimenti della sindrome celery-mugwort-spice.

La presenza di cross-reattività non implica necessariamente la comparsa di sintomi clinici in tutti i soggetti sensibilizzati: la rilevanza clinica, il profilo di rischio individuale e le eventuali restrizioni dietetiche devono essere valutati caso per caso dallo specialista allergologo, anche mediante diagnostica molecolare.

Impatto sulla qualità della vita

L'allergia all'Artemisia, pur essendo meno frequente di altre pollinosi, può avere un impatto rilevante sulla qualità della vita di chi ne è affetto durante la stagione estiva. Le implicazioni alimentari legate alla cross-reattività possono aggiungere un ulteriore livello di complessità nella gestione quotidiana.

Le conseguenze più rilevanti per il paziente includono:

  • Sintomi respiratori e oculari durante la stagione estiva e autunnale
  • Disturbi del sonno causati dai sintomi nelle settimane di picco pollinico
  • Riduzione della capacità di concentrazione e della performance lavorativa o scolastica
  • Limitazioni nelle abitudini alimentari legate alle reazioni crociate con spezie e verdure
  • Stagione allergica prolungata nei soggetti polisensibilizzati con Ambrosia
  • Peggioramento dell'asma nei pazienti con comorbidità bronchiale
artemisia 2

Riduzione dell'esposizione: misure pratiche

La riduzione dell'esposizione al polline di Artemisia segue gli stessi principi generali delle altre pollinosi estive. Trattandosi di una pianta molto diffusa negli ambienti urbani e periurbani, l'esposizione è difficile da evitare completamente, ma alcune misure possono contribuire a limitarla nei momenti di maggiore concentrazione pollinica.

  • Monitorare i bollettini pollinici regionali e limitare le attività all'aperto nei giorni a elevata concentrazione nell’aria
  • Evitare le uscite all'aperto nelle ore centrali della giornata, quando le concentrazioni polliniche sono più alte
  • Tenere chiuse le finestre durante i picchi pollinici e utilizzare l'aria condizionata con filtri adeguati
  • Fare la doccia e cambiare gli indumenti dopo le uscite all'aperto
  • Indossare occhiali da sole avvolgenti per ridurre il contatto del polline con le mucose oculari
  • Evitare la vicinanza a prati e terreni incolti dove l'Artemisia è abbondante, in particolare durante il picco estivo

Le misure di riduzione dell'esposizione hanno finalità informative e sono da intendersi come misure complementari alla terapia farmacologica e all'eventuale immunoterapia, nell'ambito di un piano terapeutico definito con il medico.

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Domande frequenti

Artemisia e Ambrosia appartengono alla stessa famiglia botanica (Asteraceae) e hanno una stagione pollinica parzialmente sovrapposta (luglio-ottobre). La cross-reattività tra i due pollini è frequente, tanto che molti pazienti risultano sensibilizzati a entrambi. La distinzione clinica tra sensibilizzazione primaria all'Artemisia e all'Ambrosia richiede una valutazione allergologica che identifichi gli allergeni specifici (Art v 1 per l'Artemisia, Amb a 1 per l'Ambrosia).

Sì. In assenza di trattamento adeguato, la rinite allergica da Artemisia può evolvere verso il coinvolgimento delle vie aeree inferiori (asma bronchiale), secondo il fenomeno della "marcia allergica". Nei soggetti polisensibilizzati, il progressivo ampliamento della sensibilizzazione può anche estendere il profilo di cross-reattività alimentare. La diagnosi precoce e un piano terapeutico attivo sono fondamentali.

Sì. L'immunoterapia allergene-specifica (AIT) con estratti di Artemisia rappresenta un trattamento in grado di modificare la risposta immunologica del paziente, riducendo la sensibilizzazione e la progressione della malattia nel lungo periodo. Alcuni studi hanno documentato anche una riduzione delle reazioni crociate alimentari in seguito all'immunoterapia con Artemisia. La candidatura deve essere valutata dallo specialista allergologo, anche in base al profilo molecolare del paziente.

È opportuno consultare il medico in presenza di sintomi nasali, oculari o bronchiali che compaiono regolarmente in estate, o in caso di reazioni a sedano, carote, spezie o altri alimenti aromatici. Una valutazione allergologica con test cutanei (prick test) e, se indicata, diagnostica molecolare consente di confermare la diagnosi, definire il profilo di sensibilizzazione e impostare il piano terapeutico più adeguato alle caratteristiche individuali del paziente.

Approfondimenti pratici

Guide pratiche

Nota informativa

Le informazioni contenute in questa pagina hanno finalità esclusivamente divulgative e non sostituiscono il parere del medico o di altri professionisti sanitari qualificati. Per una valutazione clinica e per qualsiasi decisione terapeutica, inclusa la scelta e la gestione delle terapie farmacologiche e dell'immunoterapia allergene-specifica, è necessario rivolgersi al proprio medico specialista. Le indicazioni pratiche riportate sono da intendersi come misure complementari di supporto alla gestione dell'esposizione, nell'ambito di un piano terapeutico individualizzato.