Allergia alla Parietaria
L'allergia alla parietaria è la principale causa di pollinosi nell'area mediterranea e una delle più rilevanti in Italia, in particolare nelle regioni centro-meridionali e sulle coste. Si distingue dalle altre allergie ai pollini per una caratteristica unica: una stagione di impollinazione così lunga da comportarsi, in molte aree, come una pollinosi quasi-perenne, con sintomi che possono persistere per gran parte dell'anno. Non è raro individuare casi di monosensibilizzazione alla parietaria, che costituisce un profilo allergologico con implicazioni rilevanti per la diagnosi e per la selezione dei candidati all'immunoterapia allergene-specifica (AIT).
Ref
D'Amato G. et al. Pollen-related allergy in the Mediterranean area. Allergy, 2007.
Liccardi G, Visone A, Russo M, Saggese M, D'Amato M, D'Amato G. Parietaria pollinosis: clinical and epidemiological aspects. Allergy Asthma Proc. 1996 Jan-Feb;17(1):23-9.
Cos'è la parietaria e dove cresce
La parietaria (genere Parietaria, famiglia Urticaceae) è un'erba infestante perenne caratteristica dell'area mediterranea. Le specie di maggiore rilevanza allergologica sono Parietaria judaica - la più diffusa nell'Italia centro-meridionale e nelle isole - e Parietaria officinalis, più presente nelle regioni settentrionali.
La parietaria cresce preferenzialmente in ambienti disturbati e ricchi di azoto: fessure di muri, macerie, terreni incolti, bordi stradali, aree periurbane e rurali. La sua capacità di colonizzare le superfici verticali dei muri - anche nei centri storici delle città - la rende un allergene di esposizione capillare, difficilmente evitabile per chi vive nei contesti urbani del centro e del sud Italia.
La pianta è diffusa in tutta Italia, dal livello del mare fino a circa 900 metri di altitudine, con concentrazioni maggiori nelle regioni centro-meridionali, in Sicilia e in Sardegna, ma anche in Liguria e sulle coste, dove rappresenta la principale causa di allergia respiratoria da pollini.

Stagione pollinica: una pollinosi quasi-perenne
L'aspetto più caratteristico e clinicamente rilevante dell'allergia alla parietaria è la straordinaria durata della stagione di impollinazione, che la distingue nettamente da tutte le altre pollinosi.
- Primo picco pollinico: primavera (marzo-maggio)
- Secondo periodo di concentrazione elevata: da metà estate fino all'inizio dell'autunno (luglio-ottobre)
- Nelle regioni a clima più mite (Sud Italia, coste mediterranee): la presenza di polline può essere rilevabile quasi tutto l'anno, con brevi interruzioni nei mesi invernali più freddi
Per questa ragione, nelle aree di maggiore diffusione, l'allergia alla parietaria viene definita una pollinosi a comportamento perenne o quasi: il paziente può sperimentare sintomi per 8-10 mesi l'anno, con un impatto cumulativo sulla qualità della vita paragonabile a quello delle allergie agli allergeni indoor perenni come gli acari della polvere.
La concentrazione pollinica quotidiana è fortemente influenzata dalle condizioni meteorologiche: le giornate calde, ventose e asciutte corrispondono ai picchi di maggiore esposizione; le precipitazioni abbattono temporaneamente le concentrazioni.
Ariano R, Cecchi L, Voltolini S, Quercia O, Scopano E, Ciprandi G; AAIITO Study group on Pollen Allergy Parietaria pollination duration: myth or fact? Eur Ann Allergy Clin Immunol. 2017 Jan;49(1):6-10.
Ariano R, Panzani RC, Chiapella M, Augeri G. Pollinosis in a Mediterranean area (Riviera Ligure, Italy): ten years of pollen counts, correlation with clinical sensitization and meteorological data. J Investig Allergol Clin Immunol. 1994 Mar-Apr;4(2):81-6.
Gli allergeni molecolari della parietaria
I principali allergeni del polline di parietaria sono Par j 1 e Par j 2 (e gli analoghi Par o 1 e Par o 2), proteine appartenenti alla famiglia delle LTP (Lipid Transfer Proteins), ampiamente caratterizzate dal punto di vista molecolare. Entrambi sono riconosciuti come marker di sensibilizzazione clinicamente rilevanti e sono responsabili della grande maggioranza delle reazioni allergiche associate alla parietaria.
Colombo P, Bonura A, Costa M, Izzo V, Passantino R, Locorotondo G, et al. The allergens of Parietaria. Int Arch Allergy Immunol. 2003;130(3):173-9.
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Monosensibilizzazione: un profilo allergologico specifico
Rispetto ad altri allergeni pollinici, non sono infrequenti i casi in cui l’allergia alla parietaria si presentacome monosensibilizzazione: in tali circostanze una quota di pazienti risulta sensibilizzata esclusivamente agli allergeni della parietaria, senza co-sensibilizzazioni significative verso altri pollini.
Questo profilo ha implicazioni pratiche importanti in ambito diagnostico e terapeutico. Il paziente monosensibilizzato alla parietaria presenta un quadro allergologico ben definito, con una chiara correlazione tra l'esposizione stagionale e la comparsa dei sintomi, che facilita sia la diagnosi sia la valutazione dell'indicazione all'immunoterapia allergene-specifica.
La monosensibilizzazione è anche uno dei profili più auspicabili per una eventualeimmunoterapia allergene-specifica (AIT), poiché l’attesa riduzione dei sintomi e del consumo di farmaci sintomatici non è ostacolata dall’allergia verso altri inalanti. La candidatura all'immunoterapia deve essere comunque valutata dallo specialista allergologo.
Ciprandi G, Cirillo I. Monosensitization and polysensitization in allergic rhinitis. Eur J Intern Med. 2011 Dec;22(6):e75-9.
Ciprandi G, Puccinelli P, Incorvaia C, Masieri S. Parietaria Allergy: An Intriguing Challenge for the Allergist. Medicina (Kaunas). 2018 Dec 7;54(6):106.

Sintomi dell'allergia alla parietaria
I sintomi che si acuiscono particolarmente durante i periodi di picco pollinico, possono essere particolarmente intensi e prolungati per la lunga durata della stagione. Nelle regioni a maggiore esposizione, i pazienti non trattati possono sperimentare un carico sintomatologico pressoché continuo per gran parte dell'anno.

Sintomi nasali
- Rinorrea acquosa abbondante
- Prurito nasale intenso
- Starnuti ripetuti
- Ostruzione nasale

Sintomi oculari
- Arrossamento oculare
- Prurito e bruciore agli occhi
- Lacrimazione eccessiva

Sintomi bronchiali
- Tosse secca
- Respiro sibilante (wheezing)
- Dispnea (fiato corto)
- Senso di costrizione toracica
Nelle regioni mediterranee, una quota rilevante di pazienti sensibilizzati alla parietaria presenta interessamento bronchiale, con manifestazioni asmatiche documentate in una percentuale significativa dei soggetti allergici. Questo dato sottolinea l'importanza di una diagnosi precoce e di un piano terapeutico che contempli anche la prevenzione della progressione verso l'asma.
Parietaria e asma
Nei pazienti con asma bronchiale, la lunga stagione pollinica della parietaria rappresenta un fattore di rischio prolungato per la stabilità della malattia. L'esposizione continuata agli allergeni può favorire l'iperreattività bronchiale, contribuire al peggioramento dei sintomi respiratori e influenzare la variabilità clinica stagionale.
I documenti di consenso internazionale ARIA e GINA, per la gestione di rinite allergica ed asma, sottolineano il legame bidirezionale tra rinite allergica e asma bronchiale (modello "one airway, one disease"): il controllo della rinite allergica da parietaria è parte integrante della gestione ottimale dell'asma. Nei pazienti con entrambe le condizioni, la stagione della parietaria richiede un piano terapeutico integrato, definito con lo specialista prima dell'inizio dei picchi pollinici.
Bousquet J, et al; Aria Workshop Group; World Health organization. Allergic rhinitis and its effect on asthma. J Allergy Clin Immunol 2001; 108: S147–S334.
Global Initiative for Asthma. Global Strategy for Asthma Management and Prevention, 2025. Updated 15 November 2025. Available from: www.ginasthma.org.

Cross-reattività pollinica e alimentare
In una quota non trascurabile di soggetti sensibilizzati, l'allergia alla parietaria può associarsi a fenomeni di cross-reattività con altri allergeni, pollinici e alimentari.
Cross-reattività con altri pollini
È documentata una reattività crociata con altri membri della famiglia Urticaceae, in particolare l’ortica. Negli ambienti in cui entrambe le piante sono presenti, ciò può amplificare il periodo sintomatologico. Sono inoltre possibili fenomeni di cross-reattività verso allergeni di altre famiglie e specie, come alberi, erbe infestanti o graminacee, rendendo difficile determinare a quale polline attribuire i sintomi se le esposizioni cadono nello stesso periodo. Il polline di parietaria contiene infatti anche pan-allergeni, come le profilline e le polcalcine.
Asero R, Mistrello G, Roncarolo D et al. Parietaria profilin shows only limited cross-reactivity with birch and grass profilins. Int Arch Allergy Immunol. 2004; 133: 121-4.
Bonura A, Gulino L, Trapani A, et al. Isolation, expression and immunological characterization of a
calcium-binding protein from Parietaria pollen. Mol Immunol. 2008;45(9):2465-2473.
Cross-reattività con alimenti
Sono riportate in letteratura reazioni crociate con alcuni alimenti di origine vegetale, tra cui basilico, more di gelso, melone, fichi, piselli, pistacchio e ciliegia. Le manifestazioni si presentano tipicamente come sindrome orale allergica (SOA): prurito e fastidio localizzati al cavo orale, che compaiono entro pochi minuti dall'ingestione dell'alimento crudo e si risolvono spontaneamente.
La natura LTP degli allergeni principali della parietaria (Par j 1, Par j 2) implica che, in alcuni soggetti, le reazioni crociate alimentari possano potenzialmente essere più estese rispetto alle sole forme orali, sebbene le reazioni sistemiche rimangano rare. È noto, infatti, che LTP di parietaria non sia cross-reattiva nei confronti di altre LTP, come ad esempio quelle di pesca e nocciola, per cui non viene considerata marker di sindrome alimentare da LTP, La rilevanza clinica deve essere valutata caso per caso dallo specialista.
La presenza di cross-reattività non implica necessariamente la comparsa di sintomi clinici in tutti i soggetti sensibilizzati. Eventuali reazioni alimentari devono essere sempre riferite allo specialista allergologo per una valutazione individualizzata.
Tordesillas L, Sirvent S, Díaz-Perales A, et al. Plant lipid transfer protein allergens: no cross-reactivity
between those from foods and olive and Parietaria pollen. Int Arch Allergy Immunol. 2011;156(3):291-296.
Liccardi G, Russo M, Mistrello G, Falagiani P, D'Amato M, D'Amato G. Sensitization to pistachio is common in Parietaria allergy. Allergy. 1999 Jun;54(6):643-5
Impatto sulla qualità della vita
La parietaria è tra le allergie ai pollini con maggiore impatto cumulativo sulla qualità della vita, per la combinazione di elevata potenza allergenica e straordinaria durata della stagione di esposizione. Nelle aree di massima prevalenza, i pazienti non adeguatamente trattati possono sperimentare sintomi per gran parte dell'anno.
Le conseguenze più rilevanti includono:
- Sintomi respiratori e oculari persistenti e di lunga durata
- Disturbi del sonno per sintomi notturni e mattutini
- Riduzione della capacità di concentrazione e della performance lavorativa o scolastica per periodi prolungati
- Limitazioni nelle attività all'aperto durante la lunga stagione pollinica
- Peggioramento dell'asma e rischio aumentato di riacutizzazioni
- Impatto psicologico legato alla percezione di una condizione allergica quasi-perenne
La gestione attiva dell'allergia alla parietaria - che comprende terapia farmacologica adeguata e, ove indicata, immunoterapia allergene-specifica - è particolarmente rilevante in questa forma di pollinosi per l'entità e la durata dell’impatto clinico.

Riduzione dell'esposizione: misure pratiche
La riduzione dell'esposizione al polline di parietaria è resa difficile dalla presenza capillare della pianta sul territorio. A differenza delle graminacee - concentrate in prati e aree aperte - la parietaria cresce direttamente sui muri e nelle fessure delle abitazioni, rendendo l'evitamento particolarmente impegnativo.
- Monitorare i bollettini pollinici regionali e limitare le attività all'aperto nei giorni a elevata concentrazione
- Evitare le uscite nelle ore centrali della giornata nelle giornate calde e ventose, quando le concentrazioni polliniche sono più alte
- Tenere chiuse le finestre durante i picchi pollinici e utilizzare l'aria condizionata con filtri adeguati
- Fare la doccia e cambiare gli indumenti dopo le uscite all'aperto
- Indossare occhiali da sole avvolgenti per ridurre il contatto del polline con le mucose oculari
- Dove possibile, rimuovere le piante di parietaria presenti nelle immediate vicinanze dell'abitazione prima della fioritura
Le misure di riduzione dell'esposizione hanno finalità informative e sono da intendersi come misure complementari alla terapia farmacologica e all'eventuale immunoterapia, nell'ambito di un piano terapeutico definito con il medico.

Domande frequenti
La parietaria è una pianta perenne in grado di produrre polline in modo quasi continuo dalla primavera all'autunno inoltrato. A differenza delle graminacee — che hanno una stagione concentrata in poche settimane — o della betulla — con una fioritura precoce ma breve — la parietaria mantiene una produzione pollinica attiva per mesi. Nelle regioni mediterranee con inverni miti, le interruzioni possono essere minime, rendendo la parietaria l'unica vera pollinosi a comportamento quasi-perenne.
Sì, sebbene con prevalenza inferiore rispetto alle regioni centro-meridionali. Parietaria officinalis è presente nelle regioni settentrionali, in particolare sulle coste e in aree urbane e prealpine. La stagione pollinica è un po’ più breve rispetto al Sud, ma la sensibilizzazione alla parietaria è comunque documentata e clinicamente rilevante anche nei pazienti del Nord Italia.
Un paziente monosensibilizzato alla parietaria è sensibilizzato esclusivamente a questo allergene, senza co-sensibilizzazioni verso altri pollini (graminacee, betulla, olivo, ecc.). Questo profilo, non infrequente rispetto ad altri pollini, semplifica la diagnosi e il risalto di quella correlazione clinica che è fattore chiave per la selezione dei pazienti candidati all’ immunoterapia allergene-specifica.
Sì. La lunga durata della stagione pollinica e l'esposizione prolungata agli allergeni favoriscono la progressione della malattia allergica, con possibile evoluzione dalla rinite allergica verso l'asma bronchiale ("marcia allergica"). Per questo motivo la diagnosi precoce e un piano terapeutico attivo - inclusa la valutazione dell'indicazione all'immunoterapia allergene-specifica - sono particolarmente importanti nell'allergia alla parietaria.
Sì. L'immunoterapia allergene-specifica (AIT) con estratti di Parietaria rappresenta un trattamento in grado di modificare la risposta immunologica del paziente, riducendo la sensibilizzazione e la progressione della malattia nel lungo periodo. La candidatura deve essere valutata dallo specialista allergologo in base al profilo clinico e molecolare del paziente.
È opportuno consultare il medico in presenza di sintomi nasali, oculari o bronchiali che compaiono regolarmente in primavera o estate-autunno, che si prolungano per settimane o mesi, o che non rispondono adeguatamente ai farmaci sintomatici. Una valutazione allergologica con test cutanei (prick test) e, se indicata, diagnostica molecolare consente di confermare la diagnosi e di impostare il piano terapeutico più adeguato.
Approfondimenti pratici
Guide pratiche

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