Allergia al Nichel
L'allergia al nichel è una delle forme più comuni di ipersensibilità da contatto e rappresenta la prima causa di dermatite allergica da contatto in Europa, con una prevalenza stimata attorno al 10–15% nella popolazione generale e significativamente più elevata nelle donne. Il nichel è un metallo ampiamente presente nella vita quotidiana - in oggetti metallici, bigiotteria e numerosi alimenti di origine vegetale - e l'esposizione può avvenire sia per via cutanea sia per via sistemica. In una quota di soggetti sensibilizzati, l'ingestione di alimenti ricchi di nichel può associarsi a una sindrome sistemica (SNAS) con manifestazioni cutanee e gastrointestinali. La gestione richiede una valutazione specialistica allergologica o dermatologica, che definisca il piano di cura più adeguato al profilo clinico individuale.
Ahlström MG, Thyssen JP, Menné T, Johansen JD. Prevalence of nickel allergy in Europe following the EU Nickel Directive – a review. Contact Dermatitis. 2017;77(4):193–200.
Cos'è l'allergia al nichel
L'allergia al nichel è una forma di ipersensibilità di tipo IV (cellulo-mediata), nota anche come ipersensibilità ritardata. A differenza delle allergie IgE-mediate - come le pollinosi o le allergie alimentari classiche - non coinvolge gli anticorpi IgE, ma linfociti T specificamente sensibilizzati, che vengono attivati al contatto con il metallo legato ad una sostanza ‘carrier’ e alla riesposizione scatenano una risposta infiammatoria locale o sistemica.
Il nichel è uno dei metalli di transizione più abbondanti nella crosta terrestre ed è ampiamente impiegato nell'industria manifatturiera per le sue proprietà fisiche e la resistenza alla corrosione. Questa diffusione ubiquitaria ne fa uno degli apteni da contatto più comuni al mondo.
La manifestazione clinica più frequente è la dermatite allergica da contatto (DAC), ma in una quota di pazienti con sensibilizzazione documentata si può osservare anche un coinvolgimento sistemico in seguito all'ingestione di alimenti contenenti nichel — la Sindrome Sistemica da Allergia al Nichel (SNAS).

Fonti di esposizione al nichel
Il nichel è presente in una molteplicità di contesti della vita quotidiana. Le fonti di esposizione si dividono principalmente in due categorie: l'esposizione cutanea da contatto e l'esposizione sistemica attraverso la dieta.
Esposizione cutanea: oggetti di uso comune
Il contatto cutaneo con oggetti contenenti nichel è la principale via di sensibilizzazione della dermatite allergica da contatto. Gli oggetti più frequentemente coinvolti includono:
- Bigiotteria e gioielli: orecchini, bracciali, collane, anelli, piercing
- Accessori metallici dell'abbigliamento: bottoni, chiusure lampo, fibbie di cinture
- Montature degli occhiali in metallo
- Monete e chiavi
- Utensili e stoviglie in acciaio non certificato
- Dispositivi elettronici: telefoni cellulari, orologi
- Protesi ortopediche, dentali e cardiovascolari contenenti leghe metalliche
La normativa europea (Regolamento REACH e Direttiva 94/27/CE e successive modifiche) impone limiti alla quantità di nichel rilasciabile dagli oggetti a contatto prolungato con la cute, in particolare nei monili e negli accessori di abbigliamento. Tuttavia, la conformità degli oggetti acquistati al di fuori dell'Unione Europea non è garantita.
Esposizione sistemica: il nichel negli alimenti
Il nichel è un elemento naturalmente presente nel suolo e viene assorbito dalle piante durante la crescita. È quindi contenuto, in quantità variabile, in numerosi alimenti di origine vegetale. Le concentrazioni possono variare in funzione del tipo di terreno di provenienza, delle pratiche agricole adottate e delle modalità di preparazione e cottura dell’alimento.
Tra gli alimenti a più elevato contenuto di nichel sono frequentemente riportati in letteratura:
- Frutta secca a guscio (noci, nocciole, mandorle, arachidi)
- Legumi (lenticchie, fagioli, ceci, soia)
- Cacao e cioccolato
- Cereali integrali (avena, grano, orzo)
- Verdure a foglia (spinaci, lattuga)
- Pomodoro e derivati
- Liquirizia e alcuni tè
La quantità di nichel introdotta con la dieta è influenzata anche dalle modalità di cottura e conservazione degli alimenti: l'uso di pentole e stoviglie in metallo non idoneo, la cottura prolungata e la conservazione in contenitori metallici possono favorire il rilascio da questi ultimi e aumentare così il contenuto di nichel negli alimenti.
Peroni D.G. et al. Nickel in foods and dietary exposure: current knowledge and implications. Eur Ann Allergy Clin Immunol, 2012.
Manifestazioni cliniche
Dermatite allergica da contatto (DAC)
La DAC da nichel è la manifestazione clinica più comune dell'allergia al nichel. Si presenta tipicamente con lesioni eczematose nelle sedi di contatto diretto con il metallo: lobi auricolari (orecchini), polsi (orologi, bracciali), addome (fibbie di cinture), collo (collane), dita (anelli).
Le lesioni sono caratterizzate da eritema, edema, vescicole, essudazione e prurito nella fase acuta; croste, desquamazione, ispessimento e ruvidità(lichenificazione) nelle fasi croniche. Nei soggetti sensibilizzati, l'esposizione cutanea anche breve può essere sufficiente a scatenare una riacutizzazione.
Nei casi di esposizione professionale prolungata (lavoratori dell'industria metallurgica, parrucchieri, addetti alle pulizie), la DAC da nichel può assumere un andamento cronico e recidivante, con impatto rilevante sulla capacità lavorativa.
Sindrome sistemica da allergia al nichel (SNAS)
In una quota di soggetti con documentata sensibilizzazione al nichel — generalmente confermata da patch test positivo — l'ingestione di alimenti ricchi di nichel può associarsi a una sindrome sistemica (SNAS) con manifestazioni cutanee e gastrointestinali.
Le manifestazioni cutanee della SNAS possono includere la riacutizzazione o l'estensione di eczemi preesistenti anche in sedi non esposte al metallo, orticaria e, più raramente, angioedema.
Le manifestazioni gastrointestinali più frequentemente riportate sono: meteorismo, dispepsia, coliche addominali, nausea, diarrea e sintomi da reflusso gastroesofageo. La variabilità e la non specificità di questi sintomi rendono l'inquadramento clinico della SNAS complesso, richiedendo una diagnosi differenziale accurata con altre condizioni gastroenterologiche.
È importante sottolineare che la SNAS è una condizione clinica la cui definizione nosologica e i criteri diagnostici sono ancora oggetto di discussione nella letteratura scientifica. La diagnosi deve essere posta esclusivamente dallo specialista, sulla base di criteri clinici rigorosi e dopo aver escluso altre cause dei sintomi riferiti.
Ahlström MG, Thyssen JP, Wennervaldt M, Menné T, Johansen JD. Nickel allergy and allergic contact dermatitis: A clinical review of immunology, epidemiology, exposure, and treatment. Contact Dermatitis. 2019;81(4):227–241
Ricciardi L, et al. Systemic nickel allergy syndrome: epidemiological data, clinical manifestations and diagnostic approach. Current Treatment Options in Allergy. 2014;1:1–12.
Impatto sulla qualità della vita
Nei soggetti con manifestazioni persistenti o ricorrenti, l'allergia al nichel può avere un impatto rilevante sulla qualità della vita, che coinvolge più sfere del quotidiano.
- Comfort cutaneo ridotto per prurito, eczema ricorrente e lesioni visibili in sedi esposte
- Limitazioni nella scelta di accessori, gioielli e abbigliamento
- Restrizioni dietetiche nei soggetti con SNAS, con impatto sulle abitudini alimentari e sulla vita sociale
- Impatto professionale nei casi di esposizione occupazionale prolungata
- Carico psicologico legato alla cronicità della condizione e alla necessità di evitamento continuo
Nelle forme sistemiche con sintomi frequenti o difficilmente controllabili, l'impatto sulla qualità della vita può essere particolarmente rilevante e richiedere un approccio terapeutico e di supporto multidisciplinare.

Approccio terapeutico e gestione
La gestione dell'allergia al nichel rientra nell'ambito della valutazione specialistica allergologica o dermatologica. Qualsiasi strategia terapeutica deve essere definita dal medico sulla base del profilo clinico individuale.
Nelle forme di DAC, la strategia principale è l'evitamento del contatto cutaneo con oggetti contenenti nichel, integrato con il trattamento farmacologico topico. Solo di rado, nelle fasi acute, può essere necessario ricorrere ad un trattamento farmacologico sistemico, sotto indicazione medica.
Nei soggetti con SNAS confermata, la dieta a ridotto contenuto di nichel può essere indicata come parte del piano terapeutico, sempre su prescrizione e sotto supervisione dello specialista. Restrizioni dietetiche non guidate dal medico possono comportare rischi nutrizionali e non sono raccomandate.
Lazzarini R, Duarte I, Ferreira AL. Management of contact dermatitis due to nickel allergy: an update. Clinical, Cosmetic and Investigational Dermatology. 2011;4:39–48.
Santonastaso A, et al. Systemic Nickel Allergy Syndrome (SNAS): Taking Stock of Medical Nutrition Therapy. Nutrients. 2021;13:1267.

Iposensibilizzazione orale al nichel: un approccio terapeutico specifico
Per i pazienti con allergia sistemica al nichel che non ottengono un controllo soddisfacente dei sintomi attraverso le sole misure di evitamento e la dieta a ridotto contenuto di nichel, la letteratura scientifica descrive la possibilità di un approccio terapeutico specifico basato sul principio dell'iposensibilizzazione orale al nichel.
Il razionale di questo approccio si fonda sull'induzione di una progressiva tolleranza immunologica nei confronti del nichel attraverso la somministrazione orale di dosi controllate e crescenti del metallo. L'obiettivo è ridurre la reattività del sistema immunitario nei confronti del nichel, con conseguente attenuazione delle manifestazioni cliniche cutanee e sistemiche.
Il medico specialista, valuta caso per caso l'indicazione, le modalità di selezione del paziente e il protocollo più adeguato sulla base del profilo clinico individuale.
A chi può è indirizzata?
L'iposensibilizzazione orale al nichel non è un trattamento di prima linea per tutti i soggetti allergici al nichel.Il trattamento può essere valutato nei soggetti con reazioni da ipersensibilità al nichel con sintomatologia sistemica — quali orticaria, prurito, cefalea e disturbi gastrointestinali — associata o meno a dermatite allergica da contatto.
La valutazione della candidabilità spetta esclusivamente allo specialista allergologo o dermatologo, che supervisionerà tutta la durata del trattamento per valutare risposta terapeutica, tollerabilità e adattare il piano in base all'evoluzione clinica.
Le informazioni sull'iposensibilizzazione orale al nichel riportate in questa sezione hanno finalità esclusivamente divulgative. La valutazione dell'indicazione, la selezione del paziente, la scelta del trattamento e la supervisione del percorso terapeutico spettano in via esclusiva al medico specialista allergologo o dermatologo.
Di Gioacchino M, et al. Nickel oral hyposensitization in patients with systemic nickel allergy syndrome.
Misure pratiche per ridurre l'esposizione
Le misure riportate di seguito hanno finalità esclusivamente informative e riguardano strategie di riduzione dell'esposizione al nichel, sia cutanea sia alimentare. La loro applicazione deve essere discussa con il medico, che valuterà la rilevanza nel contesto clinico individuale.
Riduzione dell'esposizione cutanea
- Preferire oggetti e accessori certificati "nichel-free" o con basso rilascio di nichel, conformi alla normativa europea
- Sostituire gli oggetti metallici a contatto prolungato con la cute (orologi, cinture, bottoni) con alternative in materiali inerti
- Applicare smalto trasparente sulle superfici metalliche degli oggetti che non è possibile sostituire, come misura temporanea
- Utilizzare guanti protettivi quando si maneggiano detergenti, tinture per capelli, smalti, fertilizzanti chimici, cemento e altri prodotti che possono contenere nichel o irritanti cutanei
Riduzione dell'esposizione alimentare
- Preferire pentole, tegami e stoviglie in teflon, vetro o acciaio inossidabile di qualità certificata (es. 18/10)
- Evitare la cottura in contenitori di alluminio, ghisa o metalli non certificati
- Evitare la conservazione prolungata di alimenti acidi (pomodoro, succhi di frutta) in contenitori metallici
- Preferire alimenti conservati in recipienti di vetro rispetto alle conserve in scatola
- Lasciare scorrere l'acqua del rubinetto per qualche secondo prima di utilizzarla, per far defluire quella soggetta al rilascio di nichel dalle tubature metalliche
- Evitare la carta di alluminio per avvolgere o cuocere gli alimenti; preferire carta da forno
- Aggiungere il sale all'acqua solo a ebollizione avvenuta, per ridurre il tempo di contatto dell'acqua con la pentola
Le indicazioni pratiche riportate hanno finalità esclusivamente informative. Qualsiasi restrizione dietetica o modifica delle abitudini quotidiane deve essere valutata e concordata con il medico specialista, che ne valuterà la pertinenza e l'applicabilità nel contesto clinico individuale.
Domande frequenti
No. L'allergia, o meglio l’ipersensibilità, al nichel è una condizione immunologica documentabile con il patch test, mediata da linfociti T sensibilizzati. Il termine "intolleranza al nichel" è un'espressione colloquiale non standardizzata dal punto di vista clinico, a volte utilizzata per descrivere sintomi aspecifici attribuiti all'ingestione di nichel in assenza di una sensibilizzazione documentata. È importante che qualsiasi sintomo attribuito al nichel venga valutato da uno specialista, per un corretto inquadramento diagnostico.
La diagnosi di allergia da contatto al nichel si effettua con il patch test (test epicutaneo), eseguito dallo specialista allergologo o dermatologo. Il test prevede l'applicazione sulla cute del dorso di cerotti contenenti una batteria di apteni, ove possibile standardizzati, incluso il nichel solfato, con lettura dopo 48 e 72 ore, talvolta fino a 96 ore. Un risultato positivo deve essere sempre interpretato nel contesto clinico del paziente. In assenza di sintomi sistemici, la positività al patch test non è di per sé indicazione a restrizioni dietetiche.
La SNAS è una condizione clinica descritta in letteratura, ma i cui criteri diagnostici e la cui definizione nosologica sono ancora in evoluzione e non universalmente condivisi. Esistono posizioni diverse tra le società scientifiche internazionali riguardo ai criteri per la diagnosi e alle indicazioni terapeutiche. Per questo motivo, qualsiasi valutazione relativa alla SNAS deve essere affidata a uno specialista aggiornato sulle evidenze più recenti.
L'allergia da contatto al nichel è in genere una condizione cronica: una volta che la sensibilizzazione si è instaurata, tende a persistere nel tempo. L'obiettivo della gestione non è la guarigione ma il controllo dei sintomi attraverso l'evitamento dell'esposizione e, quando necessario, il trattamento farmacologico. In centri specializzati, per i casi selezionati di SNAS, sono descritti in letteratura percorsi di iposensibilizzazione orale, la cui indicazione deve essere valutata caso per caso dallo specialista.
Il nichel può essere presente come contaminante in alcuni cosmetici e prodotti per la cura personale, tra cui tinture per capelli, creme e fondotinta. I soggetti con DAC da nichel documentata possono presentare reazioni cutanee in seguito all'uso di cosmetici contenenti nichel. È consigliabile verificare la composizione dei prodotti cosmetici e segnalare eventuali reazioni allo specialista.
È opportuno consultare il medico in presenza di eritema, prurito, o eczema ricorrente nelle sedi tipiche di contatto con metalli (lobi auricolari, polsi, addome, collo), o in caso di sintomi cutanei e gastrointestinali ricorrenti che si sospetta possano essere correlati all'ingestione di alimenti. La valutazione specialistica allergologica o dermatologica consente di confermare o escludere la diagnosi di allergia al nichel e di impostare il piano di gestione più adeguato.
Approfondimenti pratici
Guide pratiche

In cucina con gli allergici al nichel
Marina Braga

Consigli pratici per pazienti allergici al nichel
Lofarma

La cucina senza nichel
Maurizio Sansone
Nota informativa
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